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Sezione dedicata alla rassegna stampa su furti avvenuti in ville

Attimi di paura, nel tardo pomeriggio di ieri, nella villa di Francesco Buzzella, 33 anni, figlio dell'industriale Mario: uno dei titolari dell'azienda chimica Coim di Offanengo. Pochi minuti prima delle 18 e 30, quattro persone hanno forzato l'ingresso posteriore della lussuosa abitazione al numero 13 di via Cremona. La moglie dell'imprenditore Elena Chiappetti, ha visto gli intrusi attraverso il monitor collegato con una telecamera esterna e si è barricata nella camera da letto, attaccandosi al telefono. " Ho ricevuto la chiamata di Elena mentre ero al lavoro: mi sono subito precipitato a casa e lungo la strada ho avvertito la polizia", spiega Buzzella, mentre posteggia in garage la Bmw serie 5 statio wagon, lasciata davanti alla villa: Sono le 19 e 30 e gli agenti della scientifica sono ancora dentro, alle prese con i rilievi. Nelle prime concitate fasi dell'intervento delle forze dell'ordine si era infatti pensato a un tentativo di sequestro. Nei minuti successivi, la portata dell'episodio si è però ridimensionata. Gli investigatori propendono per un furto rimasto a metà e la circostanza è stata confermata dallo stesso Buzzella, laureato in economia e commercio e impegnato nell'industria di famiglia. Il commando è riuscito a prelevare solo un telefono cellulare, prima che arrivasse la polizia. Il modo di agire fa pensare a dei ladri, piuttosto che a dei sequestratori. Inutile la caccia all'uomo fatta scattare nel quartiere dagli equipaggi di tre volanti del commissariato. Secondo una prima ricostruzione di quanto accaduto, i quattro intrusi si sarebbero introdotti nel giardino dell'abitazione scavalcando la recinzione posteriore. Quindi si sono concentrati sulla porta, senza rendersi conto di essere stati scoperti attraverso la telecamera del sistema di sicurezza che protegge la casa. La presenza degli agenti davanti all'abitazione dell'imprenditore, l'azienda del padre ha centinaia di dipendenti e la famiglia è molto nota non solo nel Cremasco, non è passata inosservata in via Cremona, la strada che da via Cadorna porta al rondò di Cà delle Mosche. Francesco Buzzella si è trasferito nella casa con la moglie e il figlioletto solo da qualche anno. Pochi minuti prima delle 20, ha compiuto un sopralluogo nella villa anche il dirigente del commissariato Francesco Scalise.

MALAGNINO - L' inventario della merce rubata non è ancora preciso. Ma il colpo, l'ennesimo nel Cremonese negli ultimi quindici giorni, è stato grosso: "Di sicuro - racconta Ivan Boselli alle 21.30, più di due ore dopo il furto subito - si tratta di decine di milioni". Ladri ancora scatenati, le ville ancora strette nella morsa della criminalità. Nel mirino, ieri sera alle 19, l'abitazione dei boselli, una villetta in via Tonani a San Giacomo al Campo, attaccata alla ditta che la famigia gestisce, la ' Cierreci confezioni'. E per un soffio non si è sfiorato il contatto tra residenti e commando: " Quando mia moglie è entrata in casa, loro erano ancora tra le stanze, sono scappati proprio quando ha aperto la porta". Sul caso, indagano i carabinieri di Sospiro: indizi a disposizione ne hanno pochi, solo la descrizione di una station wagon scura che potrebbe essere l'auto usata dalla banda per la fuga. E che è stata segnalata più volte, nei giorni scorsi, durante i raid nelle case di Bagnara e Bosco ex Parmigiano. Una certezza, però, l'hanno già: la casa dei Boselli è stata svaligiata da professionisti, almeno tre o quattro persone, giunte sul posto organizzate e soprattutto 'informate': "Sapevano - ipotizza Boselli - che a quell'ora eravamo ancora in ditta". Hanno agito velocemente. Evitando di entrare dall'ingresso principale: " Sono passati dal retro, si sono arrampicati sul balcone e hanno forzato la porta finestra". Metodo consolidato, ladri arrampicatori. E una volta all'interno della villa, il solito copione: cassetti aperti, armadi svuotati, la ricerca della cassaforte e dei gioielli, di orologi e preziosi: " Non so quanto abbiano rubato esattamente, di certo hanno fatto un bel colpo. Purtroppo".

LIVRAGA- Hanno agito praticamente indisturbati, facendo razzia in un'abitazione nel centro del paese. Poi, per fuggire, hanno utilizzato l'automobile che era custodita nel garage. Eppure nessuno ha visto, nessuno ha sentito i ladri dal piede di velluto che, nella notte tra mercoledì e ieri, hanno messo a segno un colpo che ha fruttato loro alcune decine di milioni. Dopo aver agito all'inteno dell'appartamento, i malviventi hanno persino avuto la sfrontatezza di salire nell'auto che si trovava nel box, portarla fuori e usarla come mezzo per la fuga. Le indagini - L'episodio è stato regolarmente denunciato ai carabinieri, i quali hanno aperto un'indagine per scoprire i responsabili. Il 2002, quindi, sembra essersi aperto con una clamorosa recrudescenza delle irruzioni dei "topi di appartamento" che si era per un attimo placati dopo la lunga catena di furti dello scorso novembre quando, nella Bassa, i ladri arrivarono a mettere a segno anche sei colpi nel giro di poche ore. L'episodio di Livraga non è stato certamente l'unico in questo periodo di festività nel territorio lodigiano, ma rappresenta con emblematica effivacacia la tipologia di azione usata dalle gang specializzate in blitz all'interno degli appartamenti o delle villette: estrema velocità nell'esecuzione del futo e capillare precisione nell'organizzazione del colpo. La dinamica - I ladri sono dunque riusciti ad introdursi nell'abitazione mentre i componenti della famiglia stavano riposando. Indisturbati, hanno compiuto la razzia. In maniera estremamente silenziosa, sono riusciti a mettere insieme un bottino di un certo valore: hanno infatti trafugato denaro contante per circa un milione e mezzo di lire ed altri oggetti preziosi e gioielli per un valore che si aggira intorno ai due milioni. Soddisfatti della refutiva, i ladri sono poi usciti dall'appartamento, infilandosi in un'auto pronti a completare la fuga. A questo punto, però hanno avuto una sorpresa che avrebbe potuto guastare il loro paino criminoso: la Fiat Uno, risultata rubata, con la quale avevano raggiunto l'obbiettivo era rimasta a secco di benzina. Ma i malviventi non si sono persi d'animo: sono scesi nel garage e si sono impossessati della Pegeout 205 di proprietà della famiglia derubata. In questo modo, hanno potuto svignarsela con l'intero bottino.

Svaligiata una villa in via Lodi. Quaranta milioni il bottino: 30 in denaro contante e il resto in gioielli e preziosi. Crema torna nel mirino dei professionisti del futuro. Il colpo è andato a segno sabato sera. I proprietari, un commerciante e sua moglie, sono rimasti lontano dall'abitazione dalle 18.30 alle 21. Un'assenza fatale. I ladri sapevano perfettamente cosa avrebbero trovato in quella villa alla periferia nord di Ombriano. Molto probanilmente hanno abbandonato l'auto nel parcheggio del vicino bar e dopo essersi accertati che nessuno poteva vederli, hanno scavalcato la recinzione dal retro della casa. Armati di bomboletta spray hanno narcotizzato i due cani razza pastore tedesco dei proprietari e si sono messi al lavoro in assoluta tranquillità. Servendosi di una scala sono saliti fino al dispositivo di allarme, smantellando il sistema di sicurezza; poi è stata forzata la porta laterale. La banda è andata a colpo sicuro. Ha puntato dritta nel sottoscala, dove si trova la cassaforte. Con un attrezzo da carpentiere hanno sventato l'anima in acciaio, aprendola in due. Infilati i 30 milioni in contanti in tasca hanno cercato di arraffare il resto dei preziosi nascosti in casa, poi si sono dati alla fuga favoriti dall'estrema vicinanza della tangenziale. Il furto è stato scoperto dalla coppia solo in tarda serata.Dopo qualche attimo di sconcerto è partita la chiamata al 113. I lampeggianti blu delle auto della polizia e dei carabinieri ancora una volta hanno illuminato la notte del cremasco e del lodigiano. Nonostante il massiccio dispiegamento di forze, per il momento dei ladri non si hanno tracce. Il modus operandi fa supporre che la banda che ha agito in via Lodi possa aver raccolto preziose informazioni nel territorio. Infatti, gli attezzi necessari per far saltare la cassaforte sono stati introdotti nella villa dall'esterno. Dunque, quello degli assalti alle abitazioni è un fenomeno che non accenna a placarsi. Il colpo milionario assestato alla periferia di Ombriano giunge poche ore dopo quello di via Cremona. Anche in quel caso hanno agito professionisti del furto, certi del fatto che in quel lasso di tempo nella villa non avrebbero trovato nessuno dei proprietari. Inoltre, per fare irruzione all'interno dei locali hanno dovuto prima sfondare il vetro antiproiettile della porta. Sull'episodio di via Lodi sta indagando il commissariato di polizia.

Bergamo: sei persone sono state sequestrate e picchiate l'altra sera in una palazzina a Gorlago, nel bergamasco, da altrettanti banditi armati di rivoltelle e di uno strumento che provoca scariche elettriche, usato negli allevamenti di bestiame. I malviventi, forse nordafricani, si sono alla fine dovuti accontentare di un portafogli e dell'auto di una delle vittime. Le persone sono rimaste in balia dei malviventi per un'ora.

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